Verbale incontro Presidente Parco Nazionale Monti Sibillini/Comitato DonchisciotteCAI, Mountain Wilderness, Italia, Nostra incontrano il Parco Nazionale di Monti Sibillini per fronteggiare l’attacco eolico in Valnerina e nell’Appennino centrale
il 25 marzo si è svolto a Visso, nella sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, l’incontro promosso dal Comitato Don Chisciotte (CAI, Mountain Wilderness, Italia Nostra), cui hanno aderito i Comitati: Norcia per l’Ambiente, Canoa Club Norcia, Comitato Pro Acqua Gualdo, con il Presidente Massimo Marcaccio, per affrontare il grave problema della realizzazione di impianti (non chiamiamoli ‘parchi’ per addolcire la pillola!) eolici nella dorsale appenninica ed in particolar modo in Valnerina (vedi progetto M.te Petano con 14 aerogeneratori alti quanto la piramide di Cheope). All’incontro era presente il Presidente onorario di Mountain Wilderness, nonche’ responsabile internazionale per i progetti hymalyani della stessa Associazione, Carlo Alberto Pinelli, che ha portato un contributo di altissimo livello al dibattito.Il Presidente Marcaccio, ha evidenziato e chiarito, oltre ogni ragionevole dubbio e fraintendimento strumentale, le scelte del Parco in campo di sperimentazioni di energie alternative.Una delle preoccupazioni maggiori, esposte daI presenti, è relativa a come si sia già fatto un uso distorto dell’eventuale installazione prototipale del Tornado Like,proposto come alternativa al deturpante ed inutile maxieolico. Strumentalmente, infatti, è stata utilizzata da taluni amministratori locali che, con buona pace della candidatura UNESCO della Valnerina, e del disastro ambientale che determinerebbero, rincorrono facili introiti per gli scarni bilanci comunali istallando pale a ridosso di zone SIC e ZPS, nonchè corridoi migratori.Il Presidente Marcaccio ha tenuto a sottolineare come la scelta della sperimentazione del Tornado Like (alto non più di 5 metri e comunque per buona parte interrabile, appartenente alla microgenerazione degli impianti), va nella direzione di un’energia rinnovabile diffusa e, soprattutto, più democratica, rispetto agli scenari devastanti proposti dai grandi gruppi con i maxi impianti. Ma, la ricerca di cui il Parco, (come prevede la legge 394791 ART.7, recepita nel proprio Statuto), si fa promotore nel campo delle energie rinnovabili, non esclude, anzi, rinforza quella in altri settori come ad esempio il micro fotovoltaico.C’e’, dunque, totale apertura ad individuare insieme soluzioni non impattanti ed efficaci che, prima di tutto, salvaguardino l’ambiente, il paesaggio, le caratteristiche dei centri abitati, i beni immateriali.Carlo Alberto Pinelli, così come gli altri rappresentanti delle Associazioni e Comitati presenti, espone la preoccupazione di un effetto eco che possa fare da sponda a scelte spericolate di cui si è detto, richiedendo un preciso pronunciamento del Parco in questa direzione che scoraggi distorsioni comunicazionali. Ma soprattutto, sottolinea, come attestato da numerosi studi, primi fra i quali quelli insospettabili dell’Aeronautica Militare, in Italia non ci sia vento necessario e sufficiente per il maxieolico (eccezion fatta per alcune zone del Tavoliere), e che l’unico profitto risiede solo nei certificati verdi per altro pagati da noi tutti nelle bollette alla voce energie rinnovabili…??!!Pinelli, facendosi portavoce della convinzione di tutti i presenti e delle rispettive associazioni, chiede che il Parco (‘i’ Parchi Nazionali), facciano pressione affinché si legiferi che le pale vengano vietate nelle zone contigue di rispetto visivo. Si ribadisce che le Associazioni rappresentate (prima fra tutte Mountain Wilderness) sono pronte a scendere in campo a livello nazionale per difendere ad oltranza la Valnerina, ritenuta zona di altissimo ed unico pregio ambientale e paesaggistico, da quello che è l’attacco più grave degli ultimi anni al patrimonio ambientale nazionale: le pale eoliche. Il Vice Presidente del CAI, Felice Triolo, in un intervento estremamente tecnico e documentato dimostra come la via del risparmio energetico sia quella più efficace e meno praticata: se l’attuale rete di distribuzione fosse riadeguata si arriverebbe ad un risparmio pari al 15-20% contro il 5% che si otterrebbe con l’installazine di 10.000 pale.Gianni Iacarella, Responsabile Italia Nostra Valnerina, sottolinea come in Umbria sia largamente ignorata e disattesa la possibilità di salvaguardare il territorio garantendo sviluppo economico per le popolazioni, sfruttando il potenziale di energia turistica del nostro territorio, e come, dati alla mano, in termini di sfruttamento delle risorse naturali e contributo energetico al fabbisogno nazionale, questo territorio abbia già dato, pagando un prezzo altissimo in termini di devastazione ambientale.Cristina Garofalo, Responsabile Mountain Wilderness Umbria, sottolineando l’importanza della comunicazione e dell’informazione corretta in ambito ambientale, soprattutto di risparmio energetico e fonti alternative, propone al Parco un percorso comune per realizzare azioni didattiche nelle scuole.L’incontro, viene ribadito dal Presidente Marcaccio, che ha più volte ringraziato le Associazioni Ambientaliste presenti per l’opportunità di confronto offertagli e per il contributo d’idee che ne è scaturito, non è che l’inizio di un confronto e di una collaborazione progettuale concreta fra le due realtà (Parco e Ass.ni), volta alla difesa ed alla valorizzazione del territorio. |